Il fatto è che tante biciclette Gravel nascono con la piega corsa classica. Ottima scelta per l’uso su percorsi non particolarmente sconnessi e misti con molta alternanza sterrato asfalto, avendo una buona impostazione di guida, dando la giusta larghezza di mani e braccia sulle lunghe percorrenze e con una posizione molto aerodinamica nella presa bassa. Considerazioni tecniche da rivedere nel momento in cui con la bicicletta gravel si va ad estremizzare lo sterrato, avvicinandosi a quello dove sarebbe più indicata la MTB.
Nel nostro specifico, dopo qualche anno con la piega strada in dotazione sulla Stevens Vapor ed esperienze su varie tipologie di percorso, abbiamo sentito la necessità di passare ad un manubrio “corsa, ma con quella piega strana”, optando così per il Ritchey WCS VENTURMAX.
Si presenta già con un’ottima estetica ancor prima di essere montata e provata su “sterrato”.
Il reach da 76 mm, leggermente più lungo rispetto a tante pieghe gravel, dà una postura confortevole in appoggio al corpo comandi che, cercando una posizione di montaggio ottimale abbinata alla giusta inclinazione, forma un piano quasi continuativo tra presa centrale e appoggio su questi.
Fin qui tutto quasi simile al manubrio classico, salvo le leve freno inclinate che seguono lo sweep, l’inclinazione verso l’esterno. Il grande vantaggio si fa sentire nella presa bassa impugnata sul finire della curvatura.
Il Drop molto chiuso di 102 mm fa si che non ci si abbassi troppo con il busto e la testa, compattando il corpo con il telaio
portando così molto più in basso il baricentro, risultando un’ottima gestione della bici in passaggi anche molto accidentati e tecnici.
Grande aiuto in questa posa è data poi, non ultimo dal sopracitato sweep di 12° che in questa posizione ci permette un’impugnatura allargata rispetto alle spalle, condizione che rende molto più stabile e sicura la guida in situazioni estreme.
Questa combinazione drop/sweep ci regala un’ulteriore posizione sull’estremità sagomata del WCS VENTUREMAX arretrando ulteriormente la presa, potendo sollevare leggermente il busto e sfruttare la larghezza massima del manubrio ottimizzando la spinta in salita. Nel nostro specifico abbiamo voluto provare ad allargare di 2 cm la larghezza manubrio rispetto le spalle.
Ovviamente se ne trae gran beneficio in sicurezza e precisione di guida ed un più proficuo ausilio di spalle e braccia nelle salite più impegnative.
La particolare conformazione allargata e molto compatta verticalmente, permette inoltre di montare borse bikepacking a manubrio come la Miss Grape Tendril 10.7 o 4.10 sfruttandone meglio la loro capacità di carico.
Considerazione finale, un manubrio apparentemente simile ad un classico da strada, rivela molteplici potenzialità che si acquisiscono con naturalezza durante la guida, espandendo i campi di utilizzo della bicicletta gravel.
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